Mondiali Kigali 2025, Tadej Pogačar: “Speravo si formasse un gruppetto, ho avuto dei dubbi nel finale”

Tadej Pogačar è ancora il nome sulla copertina dei Mondiali Kigali 2025. Lo sloveno ha concesso il bis dopo il successo dell’anno scorso con un’altra azione da lontanissimo, partendo sul Monte Kigali, a poco più di 100 km dall’arrivo, dove soltanto Juan Ayuso (Spagna) è riuscito a rimanere sulla sua ruota. In discesa anche Isaac Del Toro (Messico) si è riportato su di loro, formando un terzetto molto interessante. Sullo strappo di Kigali, però, l’iberico ha pagato lo sforzo precedente e perso terreno, mentre il messicano ha dovuto alzare bandiera bianca a circa 65 km dalla conclusione. Da lì in poi è stata un’altra cavalcata vincente di Pogačar, irraggiungibile anche per il campione del mondo a cronometro Remco Evenepoel (Belgio), secondo sul traguardo.

Appena dopo l’arrivo, Tadej Pogačar ha dichiarato: “Speravo si formasse un piccolo gruppetto con Del Toro e Ayuso, com’è successo. Per me era un sogno. Ma Ayuso si è staccato subito, poi anche Del Toro aveva problemi. Quindi sono rimasto da solo ed è diventata una corsa come l’anno scorso, tutta da solo. Sono davvero felice. Le salite diventavano sempre più difficili per me e le discese non erano così veloci, devi comunque pedalare. Durante gli ultimi giri qualche dubbio ti viene, ma per fortuna è andato tutto bene. È stata un’esperienza incredibile e una settimana di grande successo”.

Ai nostri microfoni, il campione del mondo ha poi aggiunto: “È speciale vincere ancora. Da campioni uscenti, avevamo molta pressione come nazionale. Siamo arrivati qui con delle grosse ambizioni e ce l’abbiamo fatta, sono davvero felice. I miei compagni di squadra hanno sacrificato molto per venire qui e dare tutto per aiutarmi a vincere, devo tutto a loro. Per me è stata una grande emozione vedere tutte quelle persone vicino a me sul rettilineo finale. È stato un grande show”.

Sull’attacco, Pogačar ha invece detto: “Il Mont Kigali era il punto perfetto per attaccare e trovarmi con Juan e Isaac, tre corridori dello stesso team, era la situazione ideale. Sarebbe stato un sogno arrivare con loro più vicino all’arrivo e lottare con loro, ma sono rimasto da solo a 60 km dal traguardo ed è stata dura arrivare”.

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